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Beretta Arx 100: l'altra faccia del militare

10 maggio 2017
di Claudio Bigatti
La versione civile del fucile d'assalto Beretta ne riporta le evoluzioni tecnologiche: presa di gas a due posizioni, lato di espulsione selezionabile senza attrezzi, comandi abbondanti. L'abbiamo provato presso la stessa Beretta
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  • 1/19 È la versione civile dell'Arx 160

    Il confronto con l'Arx 160

    È la versione civile del Beretta Arx 160 in .223 Remington: l’Arx 100 mostra impercettibili differenze, addirittura piccoli miglioramenti e non semplificazioni, come invece solitamente accade nelle trasposizioni civili: innegabile l’appeal marziale.
    A prima vista, soltanto il selettore e alcune scritte sulla canna identificano come “creatura” civile l’Arx 100: naturalmente due le opzioni di selezione, sicura e semiauto, e le incisioni sulla canna recitano: “For use with .223 Rem. only”.
    La calciatura riprende il modello della versione militare A3, con pulsante semilunare all’interno del calciolo che aziona due tasselli cilindrici all’interno del braccio, in sostituzione del precedente sistema a bilanciere: il bloccaggio è più solido e sicuro e vengono mantenute le tre regolazioni in estensione.
    Mantenuta anche l’asola passacinghia sotto il pulsante di estensione del calciolo.
    Il castello superiore è accorciato rispetto alle prime due varianti dell’Arx 160, più corto di 34 millimetri, mentre gli intagli di aerazione rimangono invariati: ossia, l’Arx 100 non ha le ampie finestre rettangolari presenti invece sull’A3 militare.
    La Picatinny superiore, come nell’A3, è stata allungata e misura 90 millimetri anziché gli originari 80: modifica comparsa sull’Arx 160A2.
    Nuove le mire polimeriche, di disegno specifico per l’Arx 100, amovibili e ribaltabili. Entrambe mostrano una piccola cuspide sulla faccia anteriore che agisce da fermo: si inserisce in chiusura in un recesso presente sulla base. Per il bloccaggio o lo sbloccaggio, si sposta un traversino presente sempre nella base. Entrambe le mire sono tenute in posizione sollevata da una molla.
    La diottra presenta un disco rotante fornito di 5 aperture: ruotandolo, una piccola freccia si allinea sui riferimenti numerici delle distanze: 1-100, 2-200, 3-300, 4-400 e 6-600 metri. I diametri delle aperture variano in funzione delle distanze: sino a 200 metri il foro è di 2 millimetri, a 300 è di 1,5 millimetri, mentre a 400 e 600 metri è di 1,3 millimetri.
    La mira, inoltre, è regolabile in derivazione tramite vite. Il mirino a palo è protetto da due alette laterali ed è regolabile in elevazione e derivazione: in questo caso vi è una più ampia vite sul lato destro, all’interno di un cilindro appena sotto il mirino. La regolazione in elevazione del mirino avviene a scatti, ruotando il mirino stesso, usando l’apposito attrezzo in dotazione. Girandolo in senso orario, il punto di impatto si sposta in alto; in senso antiorario, in basso.

    La valvola gas è a due posizioni, per massimizzare la durata

    La presa dei gas è dotata di valvola regolatrice a due posizioni: si tratta di un occhiello in acciaio recante, su un solo lato, una tacca indicatrice. La regolazione è operabile a mano o inserendo all’interno dell’anello una cartuccia o qualsiasi attrezzo simile. Vi sono due regolazioni: “S” (Standard), per munizioni .223 Remington di “buona potenza”; “N” (Non-standard), per munizioni meno potenti.
    In questo modo, quindi, è possibile regolare il sistema di presa gas per la massima affidabilità e una durata superiore con un’ampia gamma di munizioni. La valvola del gas regola, di conseguenza, la velocità di esecuzione del ciclo dell’otturatore, sulla base del tipo di munizioni utilizzate. La posizione “S” si trova superiormente, mentre la “N” è marcata sul lato sinistro; l’arma viene consegnata con la valvola posizionata sulla regolazione “S”.
    Anche l’Arx 100, come l’A3, beneficia del nuovo manicotto isolante o paracalore. È un manicotto cilindrico in alluminio posto all’interno dell’astina, subito dietro la presa dei gas, fissato alla struttura attraverso tre guide. La sua collocazione anteriore, in pratica, racchiude e scherma l’area del pistone estensibile, zona ove solitamente i accumula più facilmente il calore. Lo scudo circolare di centraggio della canna, che si blocca all’interno del manicotto, è adesso traforato, in modo da offrire ulteriore sfoghi di ventilazione in questa zona. Il lower raggruppa il pacchetto di scatto, l’impugnatura e il bocchettone di alimentazione.
    L’impugnatura ha il profilo della versione A3, più sottile e con appoggiadito, dotata di scomparto interno per lo stivaggio dei piccoli accessori.
    La sicura è ambidestra con rotazione di 45°. Come nell’A3 e a differenza della versione A2, i comandi ambidestri per hold open e sgancio dell’otturatore sono stati riposizionati: due corte levette sui lati della parte anteriore del ponticello, per sbloccare l’otturatore (per esempio quando rimane in apertura dopo l’ultimo colpo) basta abbassarle (bolt release); viceversa se si intende bloccarlo in apertura (bolt catch) senza caricatore inserito, basta arretrare l’otturatore e sollevarle. L’operazione di sgancio otturatore, tuttavia, necessita di una pressione abbastanza energica.
    Vi è un secondo sistema di bloccaggio in hold open, costituito da un largo pulsante zigrinato posto sotto il ponticello del grilletto che, se premuto, va a intercettare e bloccare in apertura l’otturatore. Se è presente un caricatore, inoltre, ne provoca lo sgancio.
    Per lo sgancio caricatore, inoltre, si hanno a disposizione i tradizionali comandi sui due lati dell’arma, facilmente raggiungibili.
    L’Arx 100 misura con calcio completamente esteso 901,7 millimetri e 673,1 millimetri con calcio ribaltato, con un peso a vuoto di 3.084 grammi.
    Ultima osservazione sullo spegnifiamma: è del tipo a gabbietta con sola finestratura superiore, molto compatto, ma efficace nel suo lavoro.

    La meccanica

    Il sistema di funzionamento è a sottrazione di gas con pistone a corsa corta Beretta e chiusura geometrica tramite otturatore rotante multirisalto.
    Il sistema Beretta, inoltre, è fornito di doti di autocompensazione, cosa che consente tra l’altro facili conversioni di calibro e apporta meno stress alla piattaforma.
    Il portaotturatore è un blocchetto in acciaio allungato, in pratica due parallelepipedi sovrapposti: quello inferiore, più breve e parzialmente aperto alla base, ospita l’otturatore rotante a sette tenoni di chiusura con integrata la manettina di armamento reversibile; la parte superiore, più allungata, alloggia posteriormente la molla di ritorno con la propria guida e anteriormente, un braccio sopravanzante sulla cui faccia va a percuotere il pistone dei gas.
    Nel cielo del portaotturatore, la pista cammata che aziona il perno di comando posto sul dorso dell’otturatore, nelle fasi di apertura e chiusura.
    La manettina di armamento, unica, ma reversibile, si trova imperniata nel portaotturatore, appena sopra la testa dell’otturatore. Per spostarla di lato, basta tirarla verso l’esterno e ruotarla all’interno della finestra di espulsione, nel verso desiderato.
    Sul portamolla è fissato un ammortizzatore in polimero, vi è poi la molla coperchio e, sopra, un carter parapolvere polimerico a due alette.
    Inferiormente al braccio di armamento, vi è una lunga molla a lamina che agisce sia da tensionatrice del gruppo perno di controllo-manettina di armamento, sia da ritardatrice del gruppo otturatore.
    La testa dell’otturatore ha sette alette di chiusura, tre superiori e quattro inferiori, separate lateralmente da due unghie che hanno l’innovativa e doppia funzione sia di estrattore sia di espulsore. Posizionate a “ore 3” e a “ore 9”, le unghie sono in realtà entrambe mobili e fuoriescono dalla coda dell’otturatore in due entità dotate di rispettive molle prigioniere. Questa originale conformazione è alla base del sistema di reversione del lato di espulsione: in chiusura entrambe fungono da estrattori, quando però comincia la corsa retrograda dell’otturatore (e il bossolo viene sfilato dalla camera), nella normale espulsione sul lato destro la parte posteriore dell’unghia sinistra va a battere alla fine della corsa contro una piastrina in acciaio alla base della carcassa e si sposta in avanti, sopravanzando la faccia dell’otturatore. Quella destra, invece, non si muove e rimane pari alla faccia dell’otturatore, perché la sua parte terminale, grazie al posizionamento di un foro di ingresso, collocato nella piastrina, trova libero transito. In questo modo, l’unghia sinistra funge da espulsore, mentre la destra prosegue il moto retrogrado agganciata al fondello del bossolo
    Per spostare la piastrina e, quindi, invertire il lato di espulsione, basta sospingerla nella posizione voluta, con la punta di una cartuccia: il fianco della piastrina è visibile e raggiungibile attraverso un piccolo foro presente sul fusto verso la calciatura.
    La presenza di due unghie estrattrici parallele garantisce positive e morbide estrazioni evitando “strappi” sul fondello.

    La nostra prova

    La prova è stata effettuata nel balipedio interno della Beretta, con un mix di munizioni commerciali con palla Fmj di 62 grani, alla distanza di 100 metri.
    In posizione eretta e con le sole mire di dotazione, non è stato difficile attingere ripetutamente la sagoma “grossa” e questo ci dice che per uso sportivo e a distanze inferiori, si sta tranquillamente dentro le sagome più comuni.
    Buona anche la visione del bersaglio, da verificare, però, su bersagli più vicini. Abbiamo poi montato per la prova di precisione, una ottica Steiner M5Xi 3-15x50 Military con tubo di 34 millimetri, dotata di pratiche torrette “Never-Lost” e reticolo Scr (Special competition reticle): con i suoi 361 millimetri, in effetti, “giganteggiava” sopra la carabina.
    La sessione di tiro è iniziata con solo appoggio anteriore con bipiede “tattico” B&T tipo grip pod non regolabile, siamo però passati subito dopo a un più stabile appoggio su sacchetto.
    Lo scatto è parecchio pesante, non brutto o con filature, ma necessita di un certo affiatamento: questo particolare sembra rimasto in tal senso troppo “militare”.
    Dopo le necessarie correzioni sull’ottica (un click = un mil) e trovata una postura migliore sulla panca, l’Arx 100 ha confermato le sue doti di precisione, inizialmente con rosate di cinque colpi intorno a 90-70 millimetri ma concentrandosi sullo scatto o meglio, sulla corretta forza da esercitare sul grilletto, le rosate hanno iniziato a chiudersi dopo qualche decina di colpi. Con munizioni Match, siamo scesi intorno a 45-35 millimetri, sempre su serie di 5 colpi. Purtroppo, non è stato possibile estendere più di tanto la sessione di tiro.

    Strizza l'occhio al tiro dinamico

    Mi è piaciuta la “fedeltà” all’originale, la facilità di maneggio e la leggerezza che suggeriscono l’Arx 100 come valida piattaforma nelle discipline dinamiche. Buona anche la precisione, intuibile e migliorabile.
    L’Arx 100 ha una serie di plus difficilmente riscontrabili in altre carabine moderne: soluzioni che servono a collocare in preminenza l’arma in mezzo ad agguerriti competitor nel settore militare o che rispondevano a requisiti di contratto (Soldato futuro), possono viceversa sembrare ridondanti a un utilizzatore civile o addirittura impressionarlo in alcuni aspetti. Se diciamo che non è economico, non commettiamo reato, ma le soluzioni meccaniche sono sofisticate. Nessuna carabina può vantare uno sgancio canna così rapido, veloce e senza attrezzi.
    Non tutte le piattaforme attuali sono dotate di accorgimenti come i comandi completamente ambidestri. Ha calcio pieghevole e regolabile, forse non così regolabile come in altre soluzioni, ma poche sono quelle dotate di calcio ribaltabile… nel civile. D’altronde, non si dicono forse le stesse cose riguardo certe Gran turismo? Cosa te ne fai di un’auto che fa i 300 all’ora?

    L'articolo completo è stato pubblicato su Armi e Tiro - febbraio 2015

    Scheda tecnica

    Produttore: Beretta Usa Corp, www.beretta.com
    Distributore: Fabbrica d’armi Pietro Beretta spa, via Beretta 18, 25063 Gardone Val Trompia (Bs), tel. 030.83.411, www.beretta.com
    Modello: Arx 100
    Tipo: carabina semiautomatica
    Calibro: .223 Remington
    Funzionamento: a presa di gas Beretta con pistone a corsa corta, otturatore rotante multirisalto
    Alimentazione: caricatori bifilari tipo Nato
    Estrazione: a doppia unghia
    Espulsione: reversibile
    Canna: lunga 406 millimetri (16 pollici), rigatura a 6 principi destrorsi con passo 1:228,6 mm (1:9”)
    Sicura: manuale ambidestra sul fusto
    Lunghezza totale: 901,7 millimetri (673,1 millimetri con calcio ribaltato)
    Mire: diottra su disco rotante con riferimenti fino a 600 m; mirino a palo regolabile
    Materiale fusto: tecnopolimero caricato, ad alta resistenza
    Classificazione: arma sportiva
    Peso: 3.084 grammi

    © RIPRODUZIONE RISERVATA