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La Lombardia sostiene le aziende armiere

10 settembre 2017
di Massimo Vallini
Inopportuno escludere le aziende armiere dai fondi regionali che puntano a incentivare crescita e occupazione con aiuti alle imprese che investono. L'ha deciso il Consiglio regionale con 35 voti favorevoli e 9 contrari
La Lombardia sostiene le aziende armiere

Un'ingiustizia che deve essere al più presto sanata. Il Consiglio regionale della Lombardia ha invitato ad ammettere ai contributi regionali le aziende che producono armi e munizioni: inizialmente queste imprese erano state escluse dal bando “Al via”, nell’ambito del programma operativo regionale 2014-2020 che punta a incentivare crescita e occupazione con aiuti alle imprese che investono.
Nel bando si prevede l’esclusione delle "attività destinate alla produzione di armi e munizioni, armamenti, equipaggiamenti o infrastrutture militari e di polizia nonché equipaggiamenti o infrastrutture che limitano i diritti e le libertà personali o che violano i diritti umani". Per il Consiglio regionale, adesso, "appare inopportuno, nonché lesivo della onorabilità delle imprese armiere lombarde, l’accostamento fra la produzione di strumenti atti principalmente alla difesa e ad attività sportive e la produzione di equipaggiamenti che limitano i diritti e le libertà personali o addirittura violano i diritti umani". Con 35 voti favorevoli e 9 contrari, la clausola è stata definita "impropria".
Quello delle armi è un settore di punta dell’economia nazionale e la Lombardia, tra Brescia, Milano e Lecco, vi contribuisce notevolmente con grandi produzioni industriali, ma anche quelle di numerose aziende di medie dimensioni e di artigiani. Non solo la gardonese Beretta holding, insomma, che ha chiuso il 2016 con un fatturato di quasi 700 milioni di euro.

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