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L’odissea infinita dei certificati medici

4 August 2018
di Alessio Notari
Senza porto d'armi le guardie giurate non possono lavorare e rischiano lo stipendio. Qualcosa si potrebbe fare da subito
L’odissea infinita dei certificati medici

Da quando ci siamo occupati della problematica inerente le certificazioni sanitarie per il rilascio dei titoli di polizia (che beninteso non riguarda soltanto le guardie particolari giurate, ma tutti i possessori di armi a qualsiasi titolo), abbiamo avuto modo di mettere in risalto che, nel caso degli addetti al settore vigilanza, il problema è di certo più sensibile poiché, in mancanza, le aziende si vedono costrette a sospendere senza stipendio i lavoratori.
Ebbene nonostante le numerose missive indirizzate delle organizzazioni sindacali a Mininterno, Prefetture, ministero della Salute, i sit-in di protesta, il recente incontro politico con la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco della Lega, persino una recentissima interrogazione parlamentare volte a risolvere l’emergenza da Pierantonio Zanettin di Forza Italia, a tutt’oggi assistiamo a un inspiegabile immobilismo istituzionale che dimostra una colpevole indifferenza degli Enti preposti nei confronti di una categoria i cui compiti vanno al di là di meri interessi privati, ma riguardano, oggi più che mai, la sicurezza pubblica (non a caso le guardie giurate sono incaricati di pubblico servizio).
Un immobilismo che si traduce nella difficoltà degli istituti di vigilanza a mantenere le coperture in obiettivi sensibili venendo a mancare parte della forza in attivo (soprattutto in periodo di ferie come questo), ma molto più ricade ingiustamente sui lavoratori forzatamente privati degli emolumenti mensili.
Tutto è scaturito, ricordiamo, da una sentenza del consiglio di Stato la quale, peraltro, non vieta ai medici legali di rilasciare detti certificati, ma impone semplicemente di farlo solo e soltanto presso una struttura medico sanitaria riconosciuta, oltreché presso le Asl di competenza.
Vero è che in Italia il facile diventa difficile attraverso l’inutile, ma basterebbe una semplice circolare del signor ministro Salvini (al quale pare stia a cuore la sicurezza degli italiani) che disponga che i dipendenti degli istituti di vigilanza vengano visitati da medici legali presso i presidi medici subalterni del ministero dell’Interno. Facile no?

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