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Nuova (rivoluzionaria) centrale di tiro israeliana

16 May 2018
di Claudio Bigatti
L’impiego dell’optronica sulle ottiche da tiro ha aperto nuovi orizzonti: una delle prime brillanti soluzioni è certamente il sistema Tracking point ma lo Smash della israeliana Smart shooter, promette funzionalità aggiuntive davvero interessanti, anzi... incredibili!
Nuova (rivoluzionaria) centrale di tiro israeliana

Lo Smash, definito “See through Fcs”, è stato sviluppato con l’intento di aiutare le forze militari e di polizia a ingaggiare bersagli pericolosi con successo, rapidamente (possibilmente al primo colpo) minimizzando contemporaneamente il rischio di vittime collaterali.
Il sistema facilmente montabile sulla guida Mil std 1913 superiore, ha grosso modo forma di parallelepipedo con una piccola ottica a riflessione integrata superiormente, necessita di alcune piccole modifiche come un nuovo gruppo di scatto, un pulsante posizionabile sull’astina e una nuova impugnatura.
Lo Smash è dotato di sensori esterni e interni che “fondono” dati come la distanza del bersaglio, i movimenti del bersaglio, inclinazione dell’arma e molti altri parametri. Se si sceglie la modalità di tiro “automatica”, si seleziona attraverso l’ottica il bersaglio prescelto sovrapponendo a esso, un quadratino illuminato disgiunto dal crocino (vedi filmato attraverso il link a fondo pagina …), si preme il pulsante anteriore e se si intende sparare, si mantiene premuto il grilletto: il colpo non parte immediatamente ma quando l’arma sarà perfettamente allineata con la corretta soluzione di tiro, solo allora vi sarà lo sparo: è possibile inoltre “designare” bersagli differenti, come un'automobile o una parte di questa, come una delle ruote. Questa opportunità, lascia intuire che vi siano algoritmi in grado di riconoscere dettagli particolari nell’immagine, in modo da discriminare e designare correttamente il bersaglio inteso. Tra le capacità dello Smash non a caso e in applicazioni di polizia, si sottolinea la potenzialità di colpire correttamente un terrorista che si faccia scudo di un ostaggio o vi siano civili in fronte a questo: una volta selezionato il reale bersaglio da colpire, il sistema continua a riconoscerlo come “unico” bersaglio (tracking) in mezzo ad altri e, non lo confonde viceversa con le sagome dei civili consentendo un colpo “pulito”. Almeno, stando a quanto si legge nel loro sito … In caso di necessità però, è possibile interrompere la sequenza automatica di sparo ritornando alla modalità “manuale” ossia, ripristinando lo scatto normale.
Sempre dalle descrizioni d’uso sul sito del produttore, vi è una ulteriore potenzialità di sfruttamento del tracking: la modalità “Drone” o meglio, anti-drone. Si tratta ovviamente di mini o micro Uav che sappiamo, però, comunque letali: selezionando questa modalità (presente solo su alcuni modelli) e grazie a un apposito algoritmo predittivo di tracking, è possibile abbattere questi piccole ed elusive minacce al primo colpo sino a distanze di 120 metri.
Esistono al momento quattro modelli di Smash: 2000 come modello basico, 2000 Plus con modalità aggiuntiva anti-drone, registrazione filmata degli eventi per de-briefing post operativi, 2000 M con zoom digitale 4x e 2000 N (night enhanced capabilities) con ingrandimento e visione notturna. Ulteriori caratteristiche come dimensioni e pesi, distanze massime d’ingaggio non vengono al momento specificate.
L’Esercito israeliano (Israel defense force - Idf) ha recentemente completato con successo la certificazione per lo Smash dopo una serie di test operativi con la brigata d’elite Givati: l’Idf ha poi commissionato alla Smart shooter un ordine iniziale di pre-serie di qualche centinaio di pezzi su un ordine totale di 2.250 sistemi.





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